Leggere per vivere

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Sono nato nel 1953 in una città del nordovest con più di 1.000.000 di abitanti.
Dal 1972 vivo in un paese di campagna, sempre del nordovest, con meno di 500 abitanti.
Celibe ma non single.
Lavoro nel campo editoriale e in quello delle relazioni umane.
Non possiedo la televisione e non guardo quella degli altri.
Mi piace fare quello che ho imparato in 1a elementare:
leggere, scrivere e far di conto.

giovedì 2 giugno 2011

giovedì 29 luglio 2010

E-book e dono

C’è un aspetto che non ho mai trovato esaminato nella discussione pro e contro gli e-book. Si confrontano prezzi, distribuzione, facilità di lettura, velocità di consultazione… Si sottolinea anche il “fascino imperituro” dello sfogliare un libro, il piacere del toccarlo, del sentire il profumo della carta stampata… Però non si ricorda mai, o quasi, il piacere di regalare un libro. Riusciremmo a trasmettere e provare le stesse emozioni donando o ricevendo in dono un file digitale? E per chi pensa anche, e giustamente, in termini commerciali, non dimentichiamo che una buona fetta dell’attuale mercato librario cartaceo (specie nel mese magico di dicembre) si basa proprio sull’acquisto per regalo.

sabato 24 luglio 2010

Un poema, due libri

Vi è un testo poetico, di John Donne (vissuto a cavallo tra il XVI e il XVII secolo), che ha ispirato il titolo per due grandi opere letterarie del XX secolo: 
Nessun uomo è un'Isola,
intero in se stesso.
Ogni uomo è un pezzo del Continente,
una parte della Terra.
Se una Zolla viene portata via dall'onda del Mare,
la Terra ne è diminuita,
come se un Promontorio fosse stato al suo posto,
o una Magione amica o la tua stessa Casa.
Ogni morte d'uomo mi diminuisce,
perché io partecipo all'Umanità.
E così non mandare mai a chiedere per chi suona la Campana:
Essa suona per te.


No man is an island entire of itself; every man
is a piece of the continent, a part of the main;
if a clod be washed away by the sea, Europe
is the less, as well as if a promontory were, as
well as any manner of thy friends or of thine
own were; any man's death diminishes me,
because I am involved in mankind.
And therefore never send to know for whom
the bell tolls
; it tolls for thee.
 



"Nessun uomo è un'isola" (No Man is an Island) è un saggio di Thomas Merton, mentre "Per chi suona la campana" (For Whom the Bell tolls) è il romanzo di Ernest Hemingway ambientato nella guerra civile spagnola.

domenica 9 maggio 2010

Omissione sintomatica

Rileggendo il mio post di ieri, mi accorgo che nell'elencare cosa leggo, ho dimenticato ciò che leggo a video del mio computer: giornali on-line, documenti e articoli... Questo la dice lunga su come non mi sia spontaneo collegare l'azione del leggere a quanto faccio al computer: lo stesso non avviene per lo scrivere, come dimostra il fatto che tra le azioni lì ho specificatamente ricordato anche lo scrivere sul blog... Questo mi fa pensare che ci metterò parecchio tempo - se mai giungerò a farlo - a leggere e-book con Kindle, IPad o supporti simili. Del resto, trovo già una stonatura il fatto che oggi con "lettori" si intendono sia i supporti hardware che consentono di leggere testi in formato digitale sia le persone che leggono. Ci sono scivolamenti semantici e lessicali che la dicono lunga su come cambia il nostro approccio a determinate realtà. Quando, per esempio, diciamo "non ho più memoria" pensiamo all'Alzheimer incipiente oppure a cambiare computer e/o comperare una scheda aggiuntiva?

sabato 8 maggio 2010

Leggere, scrivere e far di conto

Nel mio profilo ho indicato che mi piace fare quello che ho imparato in prima elementare: leggere, scrivere e far di conto. Ed è questo che faccio per buona parte del mio tempo, sia lavorativo che libero.
In senso stretto, certo. Leggo una ventina di libri all'anno, 4 quotidiani al giorno, un paio di settimanali, alcuni mensili... Scrivo sia per conto mio (questo blog - molto raramente; un mini-diario - quotidianamente; diverse lettere cartacee ed elettroniche...) sia per conto terzi e per lavoro (articoli di riviste, traduzioni, note redazionali, comunicati stampa...). Faccio di conto, tenendo la contabilità di un'associazione e di una piccola società...
Ma leggo, scrivo e faccio di conto anche in senso lato o metaforico. E questo credo che tutti lo facciamo, più o meno consapevolmente.
E' su questo secondo aspetto che tornerò nei prossimi post.
Se intanto vi interessa sapere qualcosa delle mie letture potete vedere qui a lato, oppure andare a vedere direttamente sul mio spazio in anobii: http://www.anobii.com/guydotti/books

martedì 4 maggio 2010

Una passione antica

La mia passione per la lettura è abbastanza antica, risale a un anno dopo che avevo imparato a leggere. Ho ritrovato tempo fa un mio quaderno di quando ero in IIa elementare.
Riporto qui un esercizio di "comporre" (così si chiamava allora) da me scritto il 9 marzo 1961, quando avevo 7 anni e mezzo. Titolo dato dalla maestra: "Davanti alla vetrina d'un negozio preferito".
Mio svolgimento (mantengo gli errori e l'ortografia):
Nella mia via vi sono molti negozi. Io mi fermo volentieri davanti alla cartoleria di via San Galdino, perché sono esposti parecchi libri intusiasmanti, dei quali ne vorrei uno il quale è "I pirati della Malesia". Vi è esposto anche il libro "Il Corsaro Nero", "Il giro del mondo in ottanta giorni", "Cappuccetto Rosso", "Il libro della Giungla", "Le avventure di Tom Saiver". Insomma da quella vetrina non mi vorrei mai togliere. Desidererei comperare anche "L'Isola (del) Misteriosa", ma ho troppi pochi soldi. (E) Io davanti a quella vetrina passo spesso, e tutte le volte mi fermo a guardare quei libri che vorrei avere.
Davanti a quella vetrina vedo anche un trenino elettrico, delle pistole, alcune (m)automobili in miniatura, parecchie cartelle e molte altre cose, molto molto belle.
Ancora oggi le uniche vetrine che mi attirano sono quelle delle librerie...

lunedì 9 febbraio 2009

Memoria

"La memoria non è il passato, bensì l'eterno presente di tutto ciò che ha senso e valore: l'amore, la preghiera, l'amicizia, la sofferenza, la felicità"
(Claudio Magris)

sabato 24 gennaio 2009

Racconti e cammelli

"Come i cammelli attraversano il deserto, i racconti attraversano la solitudine della vita, offrendo ospitalità all'ascoltatore o cercandola.
Il contrario di un racconto non è il silenzio o la meditazione, bensì l'oblio."
(Ryszard Kapuscinski)

martedì 20 gennaio 2009

Pena di morte

Nel giorno del giuramento di Obama come Presidente degli U.S.A. riporto una frase di Jeremy Irons:
"Negli Stati Uniti la pena capitale è riservata a quelli che non hanno il capitale per evitare la pena".
Speriamo che il cambio avvenga anche in questo campo.

mercoledì 31 dicembre 2008

Blog come memoria collettiva

Oltre al blog segnalato nel mio secondo post (a proposito: la I guerra mondiale è finita, il soldato inglese sta rientrando a casa sano e salvo, ma non è ancora arrivato...) ve n'è un altro (lo trovate qui) che narra, a 65 anni di distanza, le vicende di un italiano deportato in Germania: le note sono più scarne, ma la partecipazione è ugualmente intensa. Invece di inventarci una improbabile second life, mi pare che il ripercorrere la vita di chi ci ha preceduto dà nuovi orizzonti alla nostra.

Bilancio di un anno con Borges

"Credo che le mie giornate e le mie notti eguaglino in povertà e ricchezza quelle di Dio e quelle di tutti gli uomini"
Jorge Luis Borges
Buon anno a tutti e tutte

domenica 16 novembre 2008

Prezzo e valore

“Quelli sono ricchi ma non signori”, erano soliti ripetere i miei genitori di fronte a comportamenti poco nobili di persone benestanti. Da piccolo non capivo, poi cominciai a temere che dietro quell’espressione si celasse un po’ di invidia: noi non eravamo ricchi e speravamo di essere almeno signori nel modo di comportarci. Ho progressivamente capito che c’era invece la dignità dei semplici. Forse un sentimento simile a quello che aveva fatto dire a Oscar Wilde: “Oggi si conosce il prezzo di ogni cosa e il valore di nessuna”. Sì, forse i ricchi si misurano a prezzo, i signori a valori.

Realtà e finzione

A volte ci abituiamo a paradossi assurdi. Per esempio, chiamiamo reality show la ripresa artificiale delle vicende di un gruppo di persone reali che fingono di comportarsi come nel quotidiano, mentre definiamo fiction uno scritto o un racconto visivo che narra con la fantasia il reale vissuto da uomini e donne di un tempo e di un luogo particolare e, quindi, di ogni tempo e di ogni dove. Del resto, cos’è più simile al vero? La storia che ci trasmette soprattutto gli eventi straordinari, oppure il teatro che ricostruisce il quotidiano universale?

Mare e infinito

Che l’orizzonte che contempliamo in riva al mare richiami alla mente l’infinito siamo capaci tutti di dirlo. Ma quando a dirlo è una poesia, il nostro banale infinito si tinge di eternità:

Come se il mare separandosi
svelasse un altro mare,
questo un altro e i tre
solo il presagio fossero
d’un infinito di mari
non visitati da riva -
il mare stesso fosse riva -
questo è l’eternità.

(Emily Dickinson)

Gli usi possibili del web...

… come tutti sanno, sono infiniti e non dovremmo più sorprenderci di nulla. Eppure c’è chi con un normalissimo blog o con un sito molto semplice riesce a condividere in modo efficace idee e sviluppare potenzialità che non ci saremmo aspettati.
Segnalo due esempi, molto diversi tra loro, di quello che intendo dire.
Il primo è un blog (in inglese: lo trovate qui) che ricostruisce passo passo la vicenda di un soldato britannico sul fronte italiano durante la prima guerra mondiale: ogni giorno, esattamente 90 anni dopo, il curatore inserisce le lettere di un suo antenato giunte dal fronte a familiari e amici. Un modo di vedere la guerra con gli occhi di chi l’ha combattuta, dalla trincea, potremmo dire.
Il secondo è la sezione di un sito ideata e gestita da un pensionato (a riprova che sul web non ci sono solo giovani smanettoni) il quale, dopo essersi abbonato a diversi quotidiani online (italiani e francesi), ogni giorno crea una “rassegna stampa” di tutti gli articoli riguardanti la presenza dei cristiani nella società: il titolo, la citazione di poche righe, a volte una “ndr” di commento tra parentesi e da lì ciascuno può aprire un file pdf (e/o scaricarselo) con l’intero testo dell’articolo. Geniale, no? Una sorta di “primapagina” tematica, che lascia parlare i singoli autori, semplicemente giustapponendoli.
Ecco, sono anche aspetti così trasversali del web che mi piacerebbe segnalare da queste pagine.

La vita di una parola

Morta è una parola

appena detta,

han detto

Io dico

quel giorno comincia la sua vita

(Emily Dickinson)