Leggere per vivere

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@oKolobos
Sono nato nel 1953 in una città del nordovest con più di 1.000.000 di abitanti.
Dal 1972 vivo in un paese di campagna, sempre del nordovest, con meno di 500 abitanti.
Celibe ma non single.
Lavoro nel campo editoriale e in quello delle relazioni umane.
Non possiedo la televisione e non guardo quella degli altri.
Mi piace fare quello che ho imparato in 1a elementare:
leggere, scrivere e far di conto.

domenica 16 novembre 2008

Prezzo e valore

“Quelli sono ricchi ma non signori”, erano soliti ripetere i miei genitori di fronte a comportamenti poco nobili di persone benestanti. Da piccolo non capivo, poi cominciai a temere che dietro quell’espressione si celasse un po’ di invidia: noi non eravamo ricchi e speravamo di essere almeno signori nel modo di comportarci. Ho progressivamente capito che c’era invece la dignità dei semplici. Forse un sentimento simile a quello che aveva fatto dire a Oscar Wilde: “Oggi si conosce il prezzo di ogni cosa e il valore di nessuna”. Sì, forse i ricchi si misurano a prezzo, i signori a valori.

Realtà e finzione

A volte ci abituiamo a paradossi assurdi. Per esempio, chiamiamo reality show la ripresa artificiale delle vicende di un gruppo di persone reali che fingono di comportarsi come nel quotidiano, mentre definiamo fiction uno scritto o un racconto visivo che narra con la fantasia il reale vissuto da uomini e donne di un tempo e di un luogo particolare e, quindi, di ogni tempo e di ogni dove. Del resto, cos’è più simile al vero? La storia che ci trasmette soprattutto gli eventi straordinari, oppure il teatro che ricostruisce il quotidiano universale?

Mare e infinito

Che l’orizzonte che contempliamo in riva al mare richiami alla mente l’infinito siamo capaci tutti di dirlo. Ma quando a dirlo è una poesia, il nostro banale infinito si tinge di eternità:

Come se il mare separandosi
svelasse un altro mare,
questo un altro e i tre
solo il presagio fossero
d’un infinito di mari
non visitati da riva -
il mare stesso fosse riva -
questo è l’eternità.

(Emily Dickinson)

Gli usi possibili del web...

… come tutti sanno, sono infiniti e non dovremmo più sorprenderci di nulla. Eppure c’è chi con un normalissimo blog o con un sito molto semplice riesce a condividere in modo efficace idee e sviluppare potenzialità che non ci saremmo aspettati.
Segnalo due esempi, molto diversi tra loro, di quello che intendo dire.
Il primo è un blog (in inglese: lo trovate qui) che ricostruisce passo passo la vicenda di un soldato britannico sul fronte italiano durante la prima guerra mondiale: ogni giorno, esattamente 90 anni dopo, il curatore inserisce le lettere di un suo antenato giunte dal fronte a familiari e amici. Un modo di vedere la guerra con gli occhi di chi l’ha combattuta, dalla trincea, potremmo dire.
Il secondo è la sezione di un sito ideata e gestita da un pensionato (a riprova che sul web non ci sono solo giovani smanettoni) il quale, dopo essersi abbonato a diversi quotidiani online (italiani e francesi), ogni giorno crea una “rassegna stampa” di tutti gli articoli riguardanti la presenza dei cristiani nella società: il titolo, la citazione di poche righe, a volte una “ndr” di commento tra parentesi e da lì ciascuno può aprire un file pdf (e/o scaricarselo) con l’intero testo dell’articolo. Geniale, no? Una sorta di “primapagina” tematica, che lascia parlare i singoli autori, semplicemente giustapponendoli.
Ecco, sono anche aspetti così trasversali del web che mi piacerebbe segnalare da queste pagine.

La vita di una parola

Morta è una parola

appena detta,

han detto

Io dico

quel giorno comincia la sua vita

(Emily Dickinson)